Veterinari segnalano la presenza anticipata della processionaria

 

Da Rovigo a Bari, quest’anno la processionaria rappresenta un pericolo più serio del solito per gli animali. Cosa fare e non fare.

Durante la primavera, la Thaumetopoea processionea si presenta allo stato larvale somigliante a un comune bruco. Compare in marzo, ma quest’anno, complici le temperature più elevate della media stagionale, l’attività è stata particolarmente intensa oltre a favorire la schiusura anticipata delle larve. Il processo si completa nell’arco di circa tre mesi, con l’interramento e la trasformazione in crisalide. La processionaria è molto pericolosa allo stato larvale. Sia per l’uomo che per gli animali.
Il contatto di cute e mucose con le setole urticanti- rilasciato nell’aria dai bozzoli- può causare problemi respiratori e reazioni cutanee, ma può portare anche a shock anafilattici.

Con il clima caldo di quest’anno sono arrivate in anticipo le processionarie, come confermano i Medici Veterinari dalla Puglia al Veneto, dove le prime presenze di questi insetti, dell’ordine dei lepidotteri, cominciano già a manifestarsi con bozzoli presenti sui pini, querce e cedri.

Negli animali  si crea una reazione anafilattica – spiega il Collega Luciano Tarricone a La Voce di Rovigo- con chiusura dei vasi e necrosi per pezzi di tessuto. Sulla lingua, in particolare, può portare effetti particolarmente deleteri: la necrosi infatti può causa il distacco dell’organo stesso”. A quel punto, per cani e gatti diventa impossibile bere. Una condizione che può essere l’anticamera della morte. “Il primo caso di animale d’affezione ‘punto’ dalla processionaria lo abbiamo registrato già due settimane fa. Da allora abbiamo ricevuto molte segnalazioni”- aggiunge.

Cosa non fare- Sconsigliata la rimozione in autonomia, perchè richiede protezioni e criteri speciali, così come assolutamente da evitare è la distruzione dei bozzoli bruciandoli: il fuoco sprigiona le setole urticanti. dare fuoco ai bozzoli che sprigionerebbero così le setole urticanti.
Il temibile millepiedi si dimostra spesso letale per gli animali che, incuriositi, li ingeriscono. I danni possono essere gravissimi: infiammazione della lingua, delle mucose del cavo orale del tartufo e dell’esofago, ulcere che causano la “colliquazione” della lingua, delle mucose, della pelle o dei muscoli. Nell’immediato può essere utile lavare con acqua il pelo, la cute e le mucose che sono entrate a contatto con i peli urticanti. Evitare che gli animali possano bere l’acqua utilizzata per il lavaggio.

Cosa fare– Massima attenzione va prestata agli animali che giocano all’aperto nei parchi e, in caso di contatto con la processionaria, occorre recarsi con urgenza, dal veterinario.

fonte ANMVI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *